Eleonora d'Arborea Ily

In Sardegna alcuni ne sono certi <<È stata la nostra Giovanna d'Arco>>. Sicuramente Eleonora d'Arborea (1347 circa - 1403) è stata una donna fuori dal comune.

Fu la regina del Giudicato d'Arborea. Si oppose strenuamente agli Aragonesi che intendevano conquistare l'isola. Riuscì ad unire attorno a sé quasi tutta la Sardegna contro gli invasori.

Ma soprattutto lasciò al suo popolo il più imponente monumento legislativo della Sardegna medievale, la nuova "Carta de Logu" che regolò la vita giuridica e sociale del popolo sardo per quattro secoli. Un documento ricco di innovazioni e fortemente attuale, come ad esempio le nuove leggi a tutela dei minori e delle donne o la scelta di divulgare questo documento nella lingua del popolo, affinché fosse compreso da tutti.

Dopo così tanti secoli, ad Eleonora d'Arborea abbiamo chiesto di darci un ulteriore segno del suo amore per la Sardegna e per il suo popolo. Lei ci ha risposto così: con la sua mano destra che ci fa il gesto ILY che vuol dire "I love you"

Il Pugile di Mont'e Prama

Del popolo sardo è nota la fierezza. Quando per la prima volta ci siamo trovati davanti ad una di queste statue così imponenti abbiamo percepito subito una particolare maestosità ma anche quasi il loro desiderio di volersi muovere, di tornare a combattere.

I Giganti di Mont'e Prama sono statue alte circa due metri e mezzo che raffigurano arcieri, guerrieri, pugilatori. Potrebbero rappresentare antichi eroi a protezione dei defunti e delle popolazioni che vivevano nella zona del loro ritrovamento, Mont’e Prama, nel Sinis di Cabras, nella Sardegna centro-occidentale.

Questo complesso di statue a tutto tondo è il più antico e numeroso d'Europa e del bacino occidentale del Mediterraneo.

Ad una di queste statue abbiamo messo due guantoni da boxe e la guardia alta: un'ingiustizia è stata compiuta, è ora di tornare a lottare.

La Grazia

La sua potenza come scrittrice e la sua vivida rappresentazione dell'animo umano e dei valori della sua terra, nel 1926 valsero a Grazia Deledda il premio Nobel per la letteratura.

A lei che ha portato la cultura e i valori della Sardegna nel mondo con assoluta grazia non potevamo non dedicare un nostro pensiero.

Di sé stessa diceva:

<<Io non sogno la gloria per un sentimento di vanità e di egoismo, ma perché amo intensamente il mio paese, e sogno di poter un giorno irradiare con un mite raggio le fosche ombrie dei nostri boschi, di poter un giorno narrare, intesa, la vita e le passioni del mio popolo, così diverso dagli altri, così vilipeso e dimenticato e perciò più misero nella sua fiera e primitiva ignoranza.

Sono piccina piccina, sa, sono piccola anche in confronto delle donne sarde che sono piccolissime, ma sono ardita e coraggiosa come un gigante e non temo le battaglie intellettuali.>>

A riva

Il mal di Sardegna colpisce tante persone che arrivano nell'isola per lavoro o per vacanza e che poi non se ne vorrebbero più andare via. Quelli che rimangono spesso diventano Sardi a tutti gli effetti e sono così attaccati alla Sardegna che compiono scelte davvero speciali a testimonianza del loro attaccamento all'isola.

Il mare è l'elemento che allo stesso tempo accoglie chi arriva e divide chi è lontano. Tante sono le persone, più o meno note, che hanno scelto la Sardegna come loro terra.

Questa maglia omaggia un personaggio su tutti, molto amato dai Sardi. La storia - che si fonde con il mito - racconta di un ragazzino del nord Italia, orfano di entrambi i genitori, che negli anni '60 venne in Sardegna per giocare a pallone e che fu accolto con grande affetto dal popolo sardo. Si racconta che trascorresse tanto tempo con i pescatori e le persone più semplici.

Quel ragazzino diventò una delle più grandi leggende della storia del calcio. Rimase per sempre legato alla sua terra adottiva, senza mai tradirla e senza mai cedere alle lusinghe delle grandi squadre. Il suo nome è un mito, anche per chi non è sardo di nascita: Gigi Riva.

Astrolicamus

Quando visiti per la prima volta il pozzo di Santa Cristina non preoccuparti se ti sembra di essere in un film di fantascienza, è una cosa normale,

Il pozzo sacro di Santa Cristina si trova a Paulilatino, in provincia di Oristano, ed è stato costruito probabilmente nell'XI secolo avanti Cristo. La sua struttura è così equilibrata che tanti studiosi ne sono rimasti affascinati da sempre. Questo pozzo, però, è anche ricco di misteri ed è un gioiello unico al mondo.

Per scendere al pozzo bisogna percorrere una scalinata che sembra entrare nelle viscere della terra. Probabilmente era un luogo di culto dell'acqua o di riti per la fertilità. Per tanti studiosi era un antichissimo osservatorio astronomico.

Vari fenomeni attirano visitatori da tutto il mondo. Durante gli equinozi, a Settembre e a Marzo, il Sole illumina così bene il fondo del pozzo in modo tale da creare un effetto di luce per cui ogni persona che scende in fondo e si ferma negli ultimi gradini vede la propria immagine riflessa ma capovolta nella parete di fronte. Inoltre ogni 18 anni e 6 mesi quando la Luna raggiunge la sua altezza massima si riflette perfettamente al centro del pozzo, attraversando uno spazio largo appena 30 centimetri.

Che cosa dire quindi? "Astrolicamus": osserviamo gli astri!

Millelire

Nel Febbraio del 1793 la flotta della Repubblica Francese attacca l'arcipelago de La Maddalena con 22 navi ben equipaggiate, la Sardegna è diventata cruciale per i suoi piani di espansione.

Nella flotta francese figura un giovane luogotenente destinato a diventare il futuro imperatore di Francia: Napoleone Bonaparte.

A contrapporsi allo strapotere della flotta francese sulle coste sarde ci sono appena 700 uomini, tra miliziani e volontari, principalmente pastori e artigiani della Gallura. Tra i valorosi che organizzano le manovre di difesa c'è un giovane nocchiero della Real Marina Sarda, poco più che trentenne: Domenico Leoni, noto Millelire.

Domenico proviene da una famiglia di marinai nota col nomignolo di “Leoni delle Isole” che si era trasferita dalla Sardegna in Corsica alla fine del Seicento nella località di “Milleli” della quale i suoi antenati erano considerati i “re”, da qui il soprannome "Millelire".

La battaglia è molto dura ma i sardi costringono valorosamente la flotta francese ad un'incredibile ritirata. Il giovane Napoleone non ci sta e, mentre le sue navi scappano verso la Corsica, continua a fare fuoco su La Maddalena.

In quel momento Domenico Millelire sale sulla sua lancia, imbarca il cannone, e mentre insegue le navi francesi in ritirata continua a fare fuoco. Il suo coraggio e il suo desiderio di vedere la sua terra libera gli hanno valso la prima medaglia d'oro al valor militare delle Forze Armate italiane.

Nuraghe Tetris

Ce lo siamo chiesti mille volte! Erano fortezze? Osservatori astronomici? Templi? Tombe? E poi, come venivano costruite strutture così complesse quattromila anni fa?

Un nuraghe è una costruzione in pietra di forma troncoconica, tipica della Sardegna. I primi nuraghi risalgono a circa duemila anni avanti Cristo. Attualmente, in tutta l'isola, sono rimasti circa settemila nuraghi ma si stima che in antichità ce ne fossero molti di più. Nel 1997 il nuraghe di Barumini è stato dichiarato ufficialmente dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

I nuraghi con i loro misteri hanno affascinato da sempre intere generazioni e alimentato molte discussioni tra parenti e amici.

La nostra mente di persone moderne, immerse nella frenesia quotidiana, deve semplificare e schematizzare altrimenti si perde in questo mistero. Abbiamo voluto formulare anche noi la nostra teoria su come siano stati costruiti i nuraghi e nella nostra mente si è formata l'immagine rassicurante di una cascata di mattoncini colorati e ben incasellati, proprio come i videogiochi anni Ottanta!

Menhir & Pintadera

Al centro della Sardegna sorge un luogo misterioso che sembra richiamare antichissime costruzioni celtiche.

Il posto è nei pressi di Sorgono, in provincia di Nuoro, si chiama "Biru 'e Concas" che letteralmente significa "Sentiero delle Teste" ma alcuni lo chiamano la "Stonehenge sarda".

Si tratta di 200 grandi menhir, massi scolpiti fino ad ottenere una forma allungata e allineati in file, i più antichi risalgono a circa 3.300 anni avanti Cristo. Queste pietre molto probabilmente erano dedicate al culto degli antenati.

Questo sito è il più straordinario raggruppamento di menhir del Mediterraneo. Osservandolo con gli occhi di un bambino affascinato, ci è venuta in mente l'idea di essere catapultati in un tipico videogioco a piattaforme e quindi di saltare da un menhir all'altro fino a raggiungere l'ambita Pintadera, il misterioso stemma in terracotta tipico della civiltà nuragica.

Chi ha realizzato tutto questo? Perché in quella specifica zona? In attesa di rispondere a queste e a tante altre domande su questo luogo così affascinante e misterioso, a noi non resta che giocare.

S E G U I C I

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